OMB Technology si apre agli studenti e progetta il futuro
06 Giugno 2024
La scuola in azienda, dal Cfp Zanardelli di Brescia alla OMB Technology di Rezzato parte del Busi Group di Paitone: un progetto da oltre 100 ore di attività didattica e pratica, che ha coinvolto 14 studenti della classe IV indirizzo Tecnico automazione industriale: insieme ai collaboratori di Busi e ai docenti Claudia Zambelli, Gabriele Rosa e Stefano Ferremi hanno lavorato allo studio e alla realizzazione di una Dima, una maschera di supporto specifica per il montaggio dell’Alza-volta cassonetto (Avc), meccanismo posizionato sui veicoli per la raccolta rifiuti di OMB e che viene azionato dall’operatore per sollevare i cassonetti dei rifiuti e svuotarli nella vasca.
I ragazzi, divisi in 4 gruppi (maschera, disegno, montaggio, reverse engineering), hanno messo in campo impegno e competenze per più di un semestre, da settembre a maggio, fino ad arrivare al prodotto finito. «La sfida è nata a seguito di un incontro con Marco Pardo, direttore del Cfp Zanardelli, durante un convegno – spiega Salvatore Vancheri, direttore HR e Organizzazione del gruppo Busi. Visto il successo dell’iniziativa l’idea è di proseguire, anche implementando progetti più complessi di integrazione tra scuola e lavoro».
Gli studenti hanno lavorato in aula ma si sono confrontati in azienda. «Non è stato un mero esercizio scolastico – precisa Vancheri – ma un progetto calato in un vero contesto produttivo». Disegno a mano, progettazione virtuale con SolidWorks, montaggio (in 14 fasi, poi diventate 12) e reverse engineering con programmazione di fresa: ieri il primo montaggio su un veicolo con test (superato) di funzionamento. La nuova Dima potrà essere ora riprodotta in serie: OMB Technology produce ogni anno circa 600 veicoli che potrebbero averne bisogno. «Gli obiettivi del nostro istituto sono quelli di educare bravi cittadini e di inserirli nel mondo del lavoro – la chiosa di Pardo -.
È fondamentale in tal senso che scuola e aziende si parlino sempre più, e ancora di più che i ragazzi partecipino a costruire qualcosa di reale»